Oltre 500 persone partiranno sabato 17 ottobre da Mantova alla volta di Roma dove è in programma la grande manifestazione nazionale “La Via Maestra” organizzata dalla Cgil e da altre cento associazioni di varia estrazione (corteo da piazza della Repubblica a piazza del Popolo). Un appuntamento cruciale nel corso del quale verrà ribadito che i valori del lavoro, della pace, dell’ambiente, del welfare sono pietre miliari su una via chiamata Costituzione, che va difesa e applicata. Anche se oggi l’Italia sembra andare in una direzione opposta.
Il lavoro è più povero e precario, i salari troppo bassi, le disuguaglianze aumentano e molti italiani non riescono ad arrivare a fine mese, pur lavorando. Senza dimenticare i giovani, costretti da questa situazione a cercarsi un futuro altrove. Il costo della vita è insostenibile per l’aumento dei costi di energia, beni alimentari, trasporti rispetto ai quali gli stipendi non crescono abbastanza. Si taglia sul pubblico a vantaggio del privato in sanità e scuola. Le liste d’attesa si allungano, curarsi è sempre più costoso, manca personale, non si investe sulla non autosufficienza. Ma si investe sul riarmo. Anche nell’istruzione si continuano a ridurre le risorse, mentre aumentano i divari sociali e territoriali.
La crisi industriale del sistema produttivo italiano è conclamata e di lungo corso per delocalizzazioni, e mancanza di investimenti che mettono a rischio posti di lavoro e interi territori.
Senza dimenticare l’emergenza climatica, con l’aumento delle temperature e la crisi energetica generata dalle guerre e dai conflitti geopolitici che necessitano di investimenti sulle energie rinnovabili.
Per tutti questi motivi sabato la Cgil e ha deciso di scendere in piazza.
“Il 17 ottobre da Mantova – dichiara Michele Orezzi, segretario generale della Cgil di Mantova – partiremo in oltre 500 per la grande manifestazione nazionale di piazza del Popolo. Sabato la Cgil e oltre cento associazioni chiamano alla mobilitazione con la Via Maestra: lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione. Sono le condizioni concrete per vivere da persone libere. E tenerle insieme è già una scelta di campo in un Paese nel quale ciascuno viene invitato ad arrangiarsi con il proprio problema”.
“La nostra mobilitazione – La Via Maestra – contesta proprio – prosegue Orezzi – la distribuzione dei sacrifici e delle possibilità. Chiede aumenti di salari e pensioni, meno precarietà, contrasto al divario retributivo tra donne e uomini. Chiede che il fisco alleggerisca i redditi da lavoro e faccia contribuire di più rendite, extraprofitti e grandi patrimoni. Chi produce la ricchezza -grazie al sudore di chi lavora- deve poterci far vivere e vivere bene . Un lavoro che lascia poveri rappresenta il fallimento di una promessa fondamentale della Repubblica. Saremo in piazza anche per rimarcare di essere contro ogni riarmo che ci mette tutti collettivamente in pericolo e sgretola welfare e servizi pubblici: per noi sabato rappresenta l’innesco di una mobilitazione permanente autunnale che vorrà rimettere in discussione tra le altre cose i principi guerrafondai su cui si sta pianificando la finanziaria il governo Meloni e che vuole difendere la nostra industria mantovana in grande sofferenza per le non scelte -sulle politiche industriali- di questo Governo”.