Mobilità sostenibile a Mantova, la Filt chiede tavolo urgente con istituzioni e soggetti interessati: “Evoluzione infrastrutturale in corso, occasione unica”

MANTOVA – Vista l’evoluzione infrastrutturale in corso nella città (raddoppio, ferroviario, sottopasso di Porta Cerese, sviluppo commerciale del polo logistico di Valdaro…) è urgente e necessario riprogrammare e riprogettare la mobilità cittadina e provinciale facendo diventare Mantova una sorta di provincia laboratorio della mobilità sostenibile e razionale, vista anche la sua collocazione geografica che intercetta interessi anche di altre regioni. A chiederlo è la Filt Cgil di Mantova, il sindacato che si occupa dei lavoratori dei trasporti e della logistica, attraverso il suo segretario generale Enzo Garaboldi che chiede la convocazione urgente di un tavolo per “riprogettare  la mobilità del Trasporto pubblico locale della città e dei collegamenti fra il comune capoluogo e la provincia, con particolare attenzione ai comuni della cosiddetta Grande Mantova”.

Si tratta di un problema di natura viabilistica ma anche ambientale, considerati anche gli ultimi dati sull’inquinamento atmosferico della città che certo non disegnano un quadro salubre. “Organizzare in maniera più razionale tutta la viabilità cittadina e provinciale – prosegue Garaboldi – avrebbe lo scopo di favorire e migliorare la circolazione stradale, rendere più razionali i collegamenti del trasporto pubblico e migliorare la qualità dell’aria. Per questo chiediamo con urgenza di unire forze e competenze per fare questo lavoro. Un lavoro di studio, progettazione e magari anche di prove in campo di una mobilità nuova, efficiente e ecosostenibile che proietti la città Mantova e tutta la provincia verso la modernità e la sostenibilità, con progetti che possano raccogliere il consenso dei cittadini, degli utenti dei servizi di trasporto (studenti, lavoratori, turisti) e che rendano più accattivante e conveniente, usare i mezzi pubblici piuttosto che l’auto privata”.

Oggi il trasporto pubblico, secondo Filt, è insufficiente a garantire collegamenti efficienti ed efficaci fra capoluogo e provincia, hinterland in particolare. Serve un cambio di passo e bisogna approfittare dei cambiamenti in atto, attesi e necessari ma che comporteranno anche disagi per i lavori non certo di poco conto. “Sono iniziati – spiega Garaboldi – i lavori del raddoppio ferroviario. Opera necessaria a migliorare notevolmente la gestione del traffico ferroviario sulla tratta Mantova-Milano. Un’opera che come FILT, in tempi non sospetti, abbiam sempre fortemente sostenuto. Il raddoppio ferroviario permetterà una distribuzione più funzionale per il collegamento passeggero verso il capoluogo di regione, ma anche per la gestione del traffico merci, alleggerendo in modo importante il traffico di mezzi pesanti e di auto. È un opera che per alcuni anni metterà a dura prova la città e il traffico sulle nostre strade. Traffico che è destinato ad aumentare visti i lavori di compensazione legati alla soppressione dei passaggi a livello interessati su quella tratta, sostituiti da viadotti e/o sottopassi. Questo accentuato anche dalla possibilità di avviare il cantiere di via Brennero per il sottopasso di porta Cerese. Punto nevralgico del tratto urbano che collega il nord e sud della città”.

Senza dimenticare il nodo di Valdaro dove l’intermodalità (trasporto che unisce acqua-gomma e ferrovia) può diventare strategica e vincente considerati i nuovi insediamenti produttivi e logistici dell’area (Kuehne Nagel, Codognotto, Rossetto, Connecthub, Paganella e in futuro il terminal di Bertani Spa). “Saranno anni impegnativi – aggiunge il segretario Filt – durante i quali la città e tutta la provincia dovranno avere pazienza e lungimiranza. Lungimiranza in quanto è l’occasione, forse unica, per rivedere la mobilità nel nostro territorio. E l’auto elettrica, visti i costi e la gestione del mezzo ancora complessa, non può essere una soluzione a breve termine”.

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