MANTOVA – Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi gremita martedì sera per il primo incontro pubblico congiunto promosso dai Comitati per il No alla riforma della giustizia e il No al Referendum costituzionale che dovrà confermare o meno la proposta di riforma del governo. Per la prima uscita i Comitati “Giusto dire No” e “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” hanno potuto contare sull’importante partecipazione di Gherardo Colombo – ex magistrato noto per inchieste importanti come la cosiddetta “Mani Pulite” ma anche su terrorismo e mafia, oggi giurista, saggista e scrittore – e Claudio Castelli, già presidente della Corte di Appello di Brescia che tuttora si occupa di organizzazione giudiziaria, tenendo corsi alla scuola superiore della magistratura.
Moderati dalla giornalista Paola Cortese, Colombo e Castelli hanno analizzato i punti considerati critici della riforma proposta dal governo spiegando le ragioni per cui una riforma costituzionale con le caratteristiche previste risulterebbe orientata a indebolire il Consiglio Superiore della Magistratura come organo di autogoverno e, in generale, minerebbe l’indipendenza della magistratura stessa. Al centro dell’analisi tre punti salienti della riforma: la separazione delle carriere, l’istituzione dell’Alta Corte per i giudizi disciplinari e la modifica del Consiglio Superiore della Magistratura, con particolare riguardo al metodo di designazione con sorteggio che non tiene conto di inclinazioni e capacità.
Prima dell’intervento di Colombo e Castelli Enzo Rosina – ex magistrato, membro dell’Associazione Nazionale dei Magistrati e referente per il nostro territorio del comitato “Giusto dire No” – e Michele Orezzi – segretario generale della Cgil di Mantova che fa parte del comitato “Società Civile peri No al Referendum Costituzionale – hanno spiegato la costituzione dei due comitati e le prossime azioni.