La legge di bilancio ha prorogato per l’anno 2026 l’istituto dell’APE SOCIALE senza modificare le regole già in vigore nel 2025.
Quindi i requisiti richiesti per accedere alla prestazione sono ancora 63 anni e 5 mesi di età anagrafica e 30 oppure 36 anni di contribuzione a seconda delle ulteriori condizioni richieste.
Le ulteriori condizioni richieste sono le seguenti:
1) essere disoccupato e aver percepito per intero la Naspi spettante;
2) essere caregiver di un disabile convivente da almeno 6 mesi;
3) avere una riduzione della capacità lavorativa con un grado di invalidità civile almeno pari o superiore al 74%. Per tutte queste tipologie di assicurati il requisito minimo contributivo è rappresentato da 30 anni di contribuzione.
Possono inoltre accedere all’APE SOCIALE i soggetti che hanno svolto uno dei lavori gravosi ed usuranti indicati dalla normativa. Il requisito contributivo minimo per questi ultimi è rappresentato da 36 anni di contribuzione.
Ricordiamo anche che l’APE SOCIALE non spetta se il titolare svolge attività lavorativa sia dipendente sia autonoma.
L’unica forma di attività lavorativa che può essere svolta da un titolare di APE SOCIALE è il lavoro autonomo occasionale, dal quale derivi un reddito annuo massimo non superiore a 5.000 euro.
In caso di superamento di tali limiti l’INPS provvede al recupero delle somme erogate indebitamente.
L’Inps ha riaperto la procedura telematica per la presentazione delle domande i cui termini di scadenza sono il 31 marzo, il 15 luglio e il 30 novembre 2026.
Possono presentare la domanda anche gli assicurati che hanno maturato i requisiti negli anni precedenti, ma che in quegli anni non avevano presentato la domanda.
La domanda, per la verifica delle condizioni di accesso si presenta sul sito internet dell’Inps e ci si può avvalere anche del supporto offerto dal patronato INCA-CGIL.
Carlo Litrico