Referendum, l’analisi del voto dei segretari di Lega dello Spi

MANTOVA – Quale Cgil ci sarà dopo il referendum dell’8 e 9 giugno? E’ partito da questa domanda il segretario provinciale dello Spi Cgil Ferdinando Colleoni alla prima riunione per l’analisi del voto che si è svolta lunedì 16 giugno con la segreteria provinciale e i segretari della Lega.
“Tutto il corpo sindacale ha dato il massimo negli ultimi due mesi della campagna referendaria – ha osservato Colleoni -, ma l’impegno non è stato ripagato dal risultato, visto che la percentuale nazionale di partecipazione al voto è stata del 30,58% e a Mantova ancora più bassa, pari al 29,91%. I dati positivi del voto arrivano invece dalla partecipazione dei giovani e delle donne. Sono mancati i voti degli over 55enni, tra attivi e pensionati”.
A Mantova si è costruito un rapporto positivo nel comitato provinciale per il sì formato da Cgil, partiti e associazioni. Così come è stata notevole la visibilità in piazza, sui mercati, attraverso i volantinaggi nei quartieri e nelle assemblee pubbliche.
Un altro aspetto emerso nel dibattito ha riguardato i quesiti difficili e che forse non sono stati spiegati sufficientemente. La percentuale di circa il 40% dei no sul quinto quesito, hanno aggiunto alcuni, fa capire che c’è ancora molta diffidenza degli italiani sulle politiche a favore degli stranieri.
La sensazione generale è che si debba ricominciare mantenendo il rapporto positivo con le persone nel territorio, puntando su temi importanti come il salario minimo, il fisco equo, la contrattazione, il lavoro, mentre per i pensionati bisogna occuparsi maggiormente dei problemi nelle Rsa, della non autosufficienza e del potere di acquisto delle pensioni.
La Cgil, in definitiva, si è sostituita alla politica sui temi del lavoro, ma ha fatto anche degli errori e dovrà affrontare un cambiamento importante: passare da un sindacato tradizionale e movimentista – che non esiste più – a un sindacato europeo confederale che guarda al salario, alle pensioni, alla sanità e al lavoro senza diseguaglianze tra i popoli.
Fiorenzo Cariola

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